I Barock Project in Nord Europa

Dal tempio del prog Olandese all’intimità del Trading Boundaries, due concerti all’insegna dell’emozione e dell’incontro con il pubblico europeo

Barock Project live Boerderij Holland 2026 Luca Zabbini

Il mese di marzo ci ha regalato due serate davvero speciali, due appuntamenti che hanno confermato ancora una volta quanto il legame tra i Barock Project e il pubblico europeo sia vivo, autentico e profondamente emozionante.

Il 20 marzo siamo tornati alla Boerderij Arena, a Zoetermeer, in Olanda. Un luogo che, per chi ama il progressive rock, rappresenta qualcosa di più di una semplice venue: è un vero e proprio tempio del prog olandese. Salire su quel palco per la terza volta ha avuto un sapore particolare, quasi familiare, ma allo stesso tempo carico di aspettative. Fin dalle prime note abbiamo percepito un’energia incredibile provenire dalla sala: un pubblico attento, partecipe, caloroso, capace di restituire ogni sfumatura della nostra musica con entusiasmo sincero. È stato uno di quei concerti in cui si crea una connessione immediata, quasi tangibile, tra palco e platea.

Due giorni dopo, il 22 marzo, ci siamo spostati in Inghilterra per suonare al Trading Boundaries. Un contesto completamente diverso, più intimo e raccolto, ma non per questo meno significativo. Anzi, proprio questa dimensione più ravvicinata rende ogni esibizione lì qualcosa di speciale. Trading Boundaries è da sempre una sorta di casa per noi, un luogo dove il rapporto con il pubblico si fa ancora più diretto, quasi personale. Ogni sguardo, ogni reazione, ogni applauso arriva senza filtri, e questo rende l’esperienza profondamente intensa.

Queste due date, così diverse tra loro, hanno però avuto un denominatore comune: l’affetto. Ritrovare il pubblico olandese con la sua passione travolgente e quello inglese con la sua attenzione e il suo calore è stato semplicemente entusiasmante. È in momenti come questi che si capisce davvero il senso di ciò che facciamo: portare la nostra musica oltre i confini, incontrare persone, creare connessioni che vanno ben oltre il semplice concerto.

Torniamo a casa con il cuore pieno e con la consapevolezza che questo viaggio, musicale e umano, continua a regalarci emozioni autentiche. E non vediamo l’ora di tornare di nuovo su quei palchi.

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