Si è concluso il tour estivo 2026 con la Premiata Forneria Marconi, e a pochi giorni dall’ultima data sento il bisogno di fermarmi un momento a guardare indietro.
È stata un’estate intensa, fatta di chilometri, palchi all’aperto e serate che porterò con me a lungo. In Sicilia, in Puglia, in Campania, in Calabria, nel Lazio, passando per la Liguria, l’Umbria e la Valle d’Aosta, abbiamo trovato un pubblico straordinario: caloroso, partecipe, capace di trasformare ogni concerto in un momento di condivisione autentica. Vedere generazioni diverse cantare insieme brani che hanno fatto la storia della musica italiana è qualcosa che continua a emozionarmi ogni volta.
Il palco, per me, resta il luogo dove tutto trova un senso. È lì che l’energia accumulata si libera, che la fatica del viaggio scompare e che la musica torna a essere ciò che è sempre stata: un modo per stare insieme. Ogni volta che si spengono le luci a fine tour mi accorgo di quanto quella dimensione mi sia necessaria, quasi una valvola di sfogo di cui è difficile fare a meno.
Quest’estate ha avuto anche un significato particolare. Patrick Djivas, impegnato nella convalescenza dopo un intervento alla spalla, non ha potuto essere con noi sul palco, e mi è stato chiesto di sostituirlo al basso. Ho accettato con grande senso di responsabilità e con tutto il rispetto per un musicista che ha scritto pagine fondamentali della storia di questa band e del rock progressivo…oltre a essere il mio bassista preferito di sempre! (potete immaginare l’ansia per questa responsabilità!).
Suonare il basso, uno strumento con cui non mi si vede spesso sul palco, è stata una sfida affascinante. Mi ha costretto ad ascoltare la musica da un’altra prospettiva e ad avvicinarmi ancora di più al lavoro di Patrick, alla sua scrittura e al suo modo unico di sostenere il suono della PFM. È stato un modo per sentirlo comunque presente in ogni concerto.
A Patrick va il mio abbraccio più sincero e l’augurio di una pronta guarigione: lo aspettiamo presto sul palco, non solo come musicista, ma anche come amico.
Grazie a Franz, a tutta la band che oramai per me è una famiglia, alla crew e a ognuno di voi che è venuto ad ascoltarci. Ci vediamo alla prossima!
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